La neve non è ancora arrivata sul verde canavese, ma il seminato della "gelmini" sta per essere messa al riparo in quel di Quincinetto. La comunità montana organizza una serata con interventi di personalità e dibattito. Sala grande del borgo, spaziosa, accogliente, mobilia essenziale, sedie dal gazebo working-class. Poco meno di una centuria ad assistere all'evento.
Al tavolo dei relatori, abbondante rappresentanza di amministratori locali e aratori specializzati in grane gelmini. Comincia il moderatore che mette subito in chiaro che la serata è equilibrata, ci saranno alcuni interventi di no-gelmini people e per equilibrare il tasso di azoto del terreno, un consigliere regionale del PDL. Come tutti sappiamo la metà di 10 è 9. Aritmetica campestre.
Il gentile moderatore declina gli hot spots dell' argomento (gli highlights dopo), che poi sono granello più granello meno, la lista della spesa dei velcrone's boys. Le scuole chiuderanno, via il tempo pieno, i pargoli lasciati nella bufera, con la neve sui calzoncini. Le mamme insorgono, qualche lacrima potrebbe gelarsi ma per fortuna la sala è ben riscaldata. Iniziano gli interventi, il primo non ricordo bene, mi sono distratto o già conoscevo la musica, il secondo arriva dalla metropoli, mizzica! Il capoluogo visita le marche del territorio, non sono armati, ma arrivano attrezzati per difenderci dalla bisa gelmini. La rappresentante del Coge (dovrebbe essere un circolo democratico per pochi intimi che rappresenta i genitori, cosi mi dicono, una sorta di partito doppio che contabilizza le calamità gelmini). Signori, qua si spegne il mondo, siamo alla frutta, i cattivi stanno smontando il paese, manca poco e il rude iverno di Arcore coprirà la dolce Italia, l'illuminato Piemonte di una coltre che neanche lo scopio delle centrali nucleari (che non abbiamo) potranno riscaldare. E' tempo di scendere nel rifugio, quello trendy della sinistra radical ciccosa. Salmone con lime sorrentino ed asparagi al rutello ogni sera, prosecco doc fino alla fine dei tempi. Il moderatore aveva detto di non scaldare i presenti per più di 10 minuti (o erano 5?), fatto sta che qualche macella si divarica, qualcuno rimane bloccato e deve uscire (mancano le barelle). Si sente un tonfo, un sostenitore dell'inviato speciale non ha resistito, sepuku number one.
Peccato che manchi il vin brulé o qualche sorso di caffè, si rischia il calo degli zuccheri.
Finalmente la Douma si sveglia, pardon, il pubblico riapre un occhio, batte le mani a non più. Che bei tempi, quelli del comitato centrale, della potenza oratoria che teneva per 5, 6 vedi 10 ore i membri inchiodati alle poltrone (era vitale), quel silenzio solenne, quell'aria magica, la semantica al servizio della neurologia.
Interviene ora Vignale di AN in PDL. Quasi perfetto (gli hanno sabotato il microfono), centellina con calma fatti e realtà. Si prende l'applauso sincero di molti (noi...) e con slogatura dei polsi di alcun altri, suoi vicini.
... continua (devo lavorare... poi prendo l'antibiotico e torno...) (metterò a posto l'ortografia e la sintassi dopo)...
... Questi antibiotici... ti mettono kappaò e poi perdi il filo! Dunque riprendiamo, abbiamo lasciato l'intervento di Vignale per approdare a quello del Preside Palermo. Qui tocca sprecare (anzi, investire) qualche parola: fantastico, eccezionale, superlativo! Ecco un vero dirigente scolastico, che non fa della politica per difendere la propria categoria. Il suo intervento? Semplice e lo si può riassumere in una frase: il decreto Gelmini cambia poco, laddove interviene prevalgono buone misure, qua in Piemonte non altera nulla magari migliora, la competenza è sempre stata dei dirigenti scolastici, nessuna scuola chiusa, nessuna soppressione del tempo pieno, anzi aiuta a migliorare l'organizzazione e dare maggiore efficacia alla gestione delle risorse, sembra che tutto quel trambusto sia a difesa di una categoria! E vai! In meno di 5 minuti a rimesso il cùcù democratico e la luna montana all'ora giusta! E pensare che l'ha detto da “vecchio maoista” (le sue parole).
Ragazzi, non è tanto la dichiarazione di tessere passate o amori di gioventù a sorprendere, bensì il fatto che questo Preside sia stato invitato! Sono sicuro che se avessero saputo di come la pensava e l'avrebbe detta, l'invito glie lo mandavano per il 31 novembre.
Dobbiamo ringraziare che il Paese è anche popolato e gestito da persone sincere e competenti, persone che riportano i toni ed argomenti alle giuste sonorità, alla dovute dimensioni. Gente che non fa dello schiamazzo o della deviazione ideologica lo strumento di "riflessione". Il suo messaggio è chiaro: se sai organizzare bene la tua scuola, il tuo liceo, non è certamente il decreto Gelmini a “sabotare” il buon lavoro e sopratutto ... la buona volontà. Il tempo pieno, almeno al nord esiste da anni e continuerà ad esistere. Magari, chi si deve preoccupare sono quelle aree dove il clientelismo e assistenzialismo oltre ogni tollerabile livello -per non dire fare da mascalzoni- devono seriamente preoccuparsi e cominciare a pensare di lavorare. Il che non fa mai male.
A questo punto mi fermo: la stessa cosa che feci con molte persone quella sera. L''intervento del Preside mise la parola fine (almeno in quella sede!) alla faccenda. Non c'era più niente da dire e le domande preparate da qualcuno nel pubblico erano a mio avviso superflue o ... evase! Il sottoscritto ne aveva una su come gestire meglio le risorse, sopprimendo i doppioni amministrativi (ricordiamoci siamo qui su invito della Comunità Montana) quindi trasferendo parte alla logistica (minibus e trasporti pubblici in generale) e ai mezzi (comunicazione, cf. ADSL per il prossimo secolo in quelle zone...). Direte che era un tantino provocatoria? Visto i contenuti positivi enunciati dal Preside, non mi sembrava opportuno e... carino... di accendere un falò.
Quindi? A ninna!
A proposito pare che la prossima (l'indomani) fosse a Volpiano, questa volta organizzata da un partito politico. Ho saputo che è stata serata simpatica, si sono pure presentati "contestatori" no-shampoo e filosofi da assalto. Se qualcuno la vuole raccontare?





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Vai tranquillo. Questo è uno spazio a forte tasso democratico (99% ISO Certified), quel' unpercento rimanente serve a tenere a bada chi ha la bocca sporca ed conosce solo l'insulto o l'intolleranza come forma di espressione e di pensiero. Per quelli, la biada.
Benvenuto amico!