Molte sono state le voci che, nei mesi scorsi, si sono diffuse come un'epidemia di diarrea riguardo alla prossima fusione pidiellesca.
AN entrerà nel PDL? Verrà assorbità, o manterrà la propria identità? Quali saranno le percentuali di AN e FI? Cosa succederà a livello locale?
Tutti gli ascritti di AN (e, ovviamente, di AG) attendevano più o meno fiduciosi gli sviluppi certi che, in fondo in fondo, tutto sarebbe andato per il meglio: i dirigenti locali, tutto sommato, si erano detti fiduciosi, si era parlato di confronto, di riunioni... i'idea che una fusione fosse ormai praticamente certa nel futuro del Patito era ormai entrata nell'ordine comune delle cose, ma le modalità erano ancora oscure.
Ma, ancora una volta, i Grandi del Partito ci hanno tolto dall'impaccio, decidendo d'autorità come risolvere la situazione, togliendo dall'impasse noi Piccoli Uomini: salta così fuori una scrittura notarile ufficiale, redatta prima ancora delle elezioni, in cui gli On. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini decidono la nascita del partito unico, si dividono le poltrone (70-30) e gettano le linee guida del futuro partito... alla faccia del convegno per lo scioglimento di AN dove "ognuno potrà dire la sua".
Ora, è pur vero che spetta ai "capi" l'ultima parola, ma personalmente mi avrebbe fatto piacere non dico venire interpellato, ma che mi venissero perlomeno illustrati in anticipo i perchè ed i percome della vicenda... invece ai Piccoli Uomini non rimane che stare seduti, fingendosi d'accordo come un branco di ebeti, annuendo come una scimmia davanti ad un frullatore e ripetendosi "certo, lo sapevo che sarebbe finita in questo modo".Ma probabilmente meglio così: noi Piccoli Uomini non abbiamo la visione di insieme per apprezzare queste sottili manovre, e nonostante queste ci sembrino colossali prese in giro dobbiamo confidare che i nostri Superiori la sanno più lunga di noi, e operano per il bene Nostro e del Partito.
Ricordiamo, però, che dietro ogni Grande Uomo c'è sempre una folta schiera di Piccoli Uomini, che l'hanno sostenuto ed aiutato ad emergere, dandogli fiducia e sostegno ma pronti, all'occorrenza, a metterglielo nel...
lunedì 25 agosto 2008
Piccoli Uomini Crescono
lunedì 4 agosto 2008
Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn è deceduto
donvito (alias Red Raccoons' Lodge Warden)
Per i nostri amanti della democrazia, assenti dalla pubblicazione e i loro media probabilmente occupati con l'abbronzzatura del Cav. diamo questa notizia appena ricevuta da un media estero.
Per i nostri arcobalenisti, peri loro cugini riciclati o camuffati, diamo un sostegno alla loro fragile memoria o binaria per i più dotati (ON-OFF). Il Nobel Solzhenitsyn denuncio la dittatura comunista, i suoi metodi criminali, rendendo noto in tutto il modo la triste parola Goulag.
Ricordiamo l'uomo e lo scrittore assieme ad un altra vittima del comunismo ben reale, lo scienziato Andrej Dmitrievič Sacharov. Due figure nobili.
Per i nostri arcobalenisti, peri loro cugini riciclati o camuffati, diamo un sostegno alla loro fragile memoria o binaria per i più dotati (ON-OFF). Il Nobel Solzhenitsyn denuncio la dittatura comunista, i suoi metodi criminali, rendendo noto in tutto il modo la triste parola Goulag.
Ricordiamo l'uomo e lo scrittore assieme ad un altra vittima del comunismo ben reale, lo scienziato Andrej Dmitrievič Sacharov. Due figure nobili.
Voce Wikipedia : http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Isaevi%C4%8D_Sol%C5%BEenicyn
| « C'è una parola che si usa molto oggi: "anticomunismo". È una parola molto stupida e mal composta perché dà l'impressione che il comunismo sia qualche cosa di primitivo, di basico, di fondamentale. E così, prendendolo come punto di partenza, anticomunismo è definito in relazione a comunismo. Per questo affermo che la parola è stata mal scelta e fu composta da gente che non conosceva l'etimologia: il concetto primario, eterno, è Umanità. Ed il comunismo è anti-Umanità. Chi dice "anti-comunismo", in realtà sta dicendo anti-anti-Umanità. Un costrutto molto misero. Sarebbe come dire: ciò che è contro il comunismo è a favore dell'Umanità. Non accettare, rifiutare questa ideologia comunista, inumana, è semplicemente essere un essere umano. Non è essere membro di un partito. » | |
| (Aleksandr Isaevič Solženicyn) |
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