Sento di dover difendere la mia cultura dopo la Sentenza della Corte Europea, una Istituzione che prima di ogni altra cosa deve difendere i diritti dell'uomo salvaguardando anche la cultura proprio del Paese di cui è cittadino.
Una nazione seppure laica non può rinnegare le proprie radici, il crocifisso è un simbolo di unione e non è offensivo nei confronti di nessuno.
L'Europa è formata da molte Nazioni che arrivano da storie profondamente diverse, non possiamo pensare che l'integrazione tra i popoli sia la scusa per eliminare le radici proprie di ognuno.
E' ovvio poi che il processo di integrazione in Italia deve essere visto come una opportunità di ricchezza culturale di tutti, ma non possiamo pensare di permettere il razzismo all'inverso, quindi devo purtroppo dire che siamo ancora lontani dal risultato sperato.
Non voglio fare populismo ma chi viene in Italia sa che va verso un popolo laico nella sua gestione, ma cristiano nella cultura.
In merito alle aggressioni subite da chi ha sollevato il caso alla Corte stessa, devo dire che la madre dei cretini, purtroppo, è sempre incinta... non vedo perché linciare una famiglia che ha detto la sua in uno stato democratico; se mai bisogna prendersela con questa Europa, di cui rimango sempre più perplesso.... dato che la maggior parte degli italiani non la pensa come l'Europa, altrimenti non avrebbe votato per questo Governo, e visto che l'88 percento degli italiani è cattolico, non possiamo offendere la sensibilità di questi perché al 12% da fastidio, sarebbe un razzismo all'inverso, sarebbe lo sterminio delle culture di tutti i Paesi, una globalizzazione fredda e grigia....forse troppo! E' come chiedere la desertificazione dove la foresta è più rigogliosa...se si vuole il deserto si vada verso l'equatore non verso i poli...
E' ormai sempre più palese che siamo in un'Europa lontana dalla realtà e dalla gente: quote latte, crocifisso.... se la regolamentazione deve essere un limite alla crescita di uno Stato, bhè forse è meglio che se ne riparli....
Difendiamo la nostra cultura da questi assalti alla sua integrità, difendiamo la nostra generazione dal qualunquismo e dal perbenismo, difendiamoci da un'Europa che sembra ostaggio di una visione distorta dei popoli e delle Nazioni, non permettiamo che le nostre scuole, già provate dalla cultura sinistroide dei professori sessantottini, diventi anche il centro di crescita di una nazione senza più differenze culturali e senza più identità!
Gianni Nisi
domenica 8 novembre 2009
DIFENDIAMO LA NOSTRA CULTURA - IL CROCIFISSO RIMARRA' NELLE SCUOLE
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1 commenti:
Ovviamente quanto sopra è la mia opinione personale, sicuramente influenzata dalla mia formazione cattolica.
Gianni Nisi
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Vai tranquillo. Questo è uno spazio a forte tasso democratico (99% ISO Certified), quel' unpercento rimanente serve a tenere a bada chi ha la bocca sporca ed conosce solo l'insulto o l'intolleranza come forma di espressione e di pensiero. Per quelli, la biada.
Benvenuto amico!