I militanti di Giovane Italia – Azione Giovani del circolo di Ivrea - Castellamonte, non intendono far passare sotto silenzio il comportamento barbaro, discriminatorio e intollerante che ha portato in piazza a Castellamonte militanti di sinistra inneggianti slogan contro le Forze Armate Italiane e contro il comune senso di Patria.
I cittadini castellamontesi si sono visti precipitare sul loro territorio, con la scusa dell'intitolazione di un ponte, gruppi di violenti non residenti nel territorio, al solo scopo di sfogare la loro rabbia e intolleranza nei confronti di chiunque, frustrati dalla impopolarità dei loro ideali.
Giovane Italia - Azione Giovani non ha voluto alimentare con azioni, che avrebbe potuto compiere, il clima di tensione per opportunità politico/amministrativa, ma non intende certo permettere che si infanghi il ricordo di un esponente politico di grande spessore degli anni passati e nemmeno che si infanghi il ricordo dei militari che danno la propria Vita per il bene della Patria.
Noi non siamo disposti a fare nessuna marcia indietro, non siamo disposti a ottostare al ricatto di chi non vuole una memoria, condivisa. Dobbiamo prendere atto ancora una volta che i giovani di destra sono più avanti rispetto a chi rimane abbarbicato a delle ideologie vecchie e perdenti.
Ci auguriamo che il Sindaco di Castellamonte rinsavisca e non si faccia intimidire da chi inneggia contro la propria Patria, è pericoloso questo comportamento, perché fa passare l'idea che al minimo dissenso si è disposti a rinunciare ai valori che fanno parte del proprio essere, oltre ad aprire la porta a future azioni di simile portata.
Noi vogliamo che il sentimento di unione nazionale sia presente anche nella ievocazione storica dei personaggi politici e si finisca questa guerra infinita tra i "buoni" e i "cattivi". Fino a quando questa memoria non sarà riconosciuta da tutti, noi continueremo ad opporci con i fatti al delirio violento di certe frange.
Lo stesso Norberto Bobbio in un'intervista del 1999 a proposito di Piazzale Loreto isse "Piazzale Loreto. La riprova, una delle poche prove certe che la guerra partigiana è stata una guerra civile. Solo una guerra civile può finire con il capo appeso per i piedi, una guerra fra Stati non finisce così. Fu una guerra tra italiani”. E' dunque chiaro e lampante che vanno superate certe posizioni per il bene del Paese, è solo questione di intelligenza politica...
Gianni Nisi
Presidente
Azione giovani Ivrea
verso Giovane Italia
lunedì 12 ottobre 2009
CASTELLAMONTE - LA MARCETTA ROSSA NON CI FERMERA'
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